Avs propone un Osservatorio permanente sui transiti d’armi nel porto: «Genova sia città di pace e trasparenza»

Il gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra presenta una mozione per istituire in Comune un Osservatorio che monitori la movimentazione di armamenti nello scalo genovese, con report periodici e un servizio pubblico informativo per cittadini e associazioni. Il testo, atteso in Aula Rossa, punta a rafforzare controllo democratico, legalità e “sostenibilità etica” delle attività portuali

AVS Genova propone la creazione di un Osservatorio permanente sulla movimentazione dei traffici portuali, con focus specifico sui carichi di armi. La mozione, che sarà calendarizzata in Aula Rossa, chiede che il Comune di Genova ospiti l’organismo e ne garantisca il funzionamento.

Secondo la capogruppo Francesca Ghio, l’iniziativa risponde alle sollecitazioni di «un’ampia fetta di cittadinanza» che negli ultimi mesi ha preso parte a manifestazioni contro l’invio di armi. «È doveroso dare risposte concrete—afferma—. L’Osservatorio aumenterà la trasparenza di un’attività cruciale per l’economia genovese e ligure e riconosce il coraggio di lavoratori portuali e associazioni, come il Calp, che hanno detto no ai traffici d’armi».
Il documento impegna l’amministrazione a:
- individuare nel Comune la sede istituzionale dell’Osservatorio;
- produrre report statistici periodici sui flussi di armamenti, con origini, destinazioni e incidenza sul bilancio complessivo del porto;
- attivare un servizio pubblico informativo per consentire a cittadinanza e associazioni di monitorare arrivi e partenze di navi con carichi di armi;
- promuovere una qualificazione del porto in chiave di “sostenibilità etica”, favorendo attività non connesse a scenari bellici o a violazioni dei diritti umani.
Per il consigliere Lorenzo Garzarelli, l’Osservatorio rappresenta «un passo importante per trasparenza, legalità e pace», rafforzando la collaborazione tra istituzioni, Autorità portuale e società civile. Sulla stessa linea il consigliere Massimo Romeo, che definisce l’iniziativa «necessaria per tutelare i lavoratori, informare i cittadini e assicurare che ogni attività commerciale rispetti la Costituzione e le leggi».
«Un porto trasparente—conclude Romeo—è un porto più giusto, sicuro e sostenibile».
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